Il bonus acqua potabile è un nuovo aiuto economico per chi acquista sistemi utili a migliorare la qualità dell’acqua da bere in casa oppure in un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale, nonché in un ente del terzo settore o religioso. Si tratta, nello specifico, di un credito di imposta sulle spese sostenute per il miglioramento qualitativo delle acque per il consumo umano erogate da acquedotti.
L’obiettivo è ridurre il consumo dei contenitori di plastica per l’acqua potabile. L’agevolazione è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178), ma è diventata operativa dal 17 giugno 2021, perché si è dovuto attendere per l’attivazione del bonus acqua potabile il decreto attuativo. L’Agenzia delle Entrate, che gestisce la misura, con il provvedimento del 16 giugno 2021 ha definito i criteri e le modalità di fruizione del beneficio.
COME FUNZIONA
Il beneficio viene erogato sotto forma di un credito d’imposta pari al 50% per le spese sostenute tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022. In base a quanto indicato nel provvedimento Agenzia Entrate bonus acqua potabile, l’agevolazione si può utilizzare per l’acquisto e l’installazione di sistemi di:
• mineralizzazione;
• filtraggio;
• addizione di anidride carbonica alimentare (E 290) o raffreddamento.
A CHI SPETTA
Possono fare richiesta per il bonus acqua potabile 2021 le seguenti categorie di soggetti:
• persone fisiche;
• soggetti esercenti in arti, professioni o attività di impresa;
• enti non commerciali, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti e gli enti del terzo settore.
A QUANTO AMMONTA
Nel caso di attività istituzionali, commerciali, professioni, arti, attività di impresa, enti non commerciali, del terzo settore o religiosi, invece, l’importo massimo su cui si calcola il credito d’imposta è pari a 5.000 euro per ogni immobile. Ma attenzione alle percentuali! Dato che il tetto di spesa massimo previsto nella Legge di Bilancio per concedere l’agevolazione è pari a 5 milioni l’anno, per i prossimi tre anni, non è detto che tutti i beneficiari abbiano diritto al 50% di rimborso.
L’Agenzia delle Entrate, nel rispetto del tetto massimo di spesa, calcolerà l’importo del credito d’imposta analizzando il numero di domande presentate e ritenute valide per ottenere tale bonus. Se nel totale si dovesse superare il limite di 5 milioni per il 2021, allora la percentuale di bonus destinata ai singoli beneficiari potrebbe abbassarsi.
BONUS ACQUA POTABILE COME RICHIEDERLO
Per richiedere il bonus acqua potabile 2021 è necessario comunicare le spese sostenute, documentate da una fattura elettronica o un documento commerciale in cui sia riportato il codice fiscale del soggetto che richiede il credito, all’Agenzia delle Entrate. L’ammontare delle spese si comunica inviando il MODULO DI DOMANDA all’Agenzia delle Entrate, da compilare seguendo l’apposita GUIDA, consultabili entrambi sul sito dell’Agenzia delle Entrate. La comunicazione va inviata per via telematica, tra il primo e il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui si sono sostenuti i costi per l’installazione di impianti per la riduzione del consumo di acqua potabile, in una delle seguenti modalità:
• tramite l’area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
• attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.
La richiesta di bonus può essere presentata direttamente dal beneficiario o da un intermediario. Una volta inviata la comunicazione, il richiedente riceve, entro 5 giorni, una ricevuta che attesta la presa in carico della domanda.
SCADENZA BONUS ACQUA 2021
La domanda bonus acqua potabile va inviata a febbraio dell’anno successivo all’acquisto. Quindi per le spese effettuate nel 2021 la richiesta di agevolazione va presentata dal 1° al 28 febbraio 2022. Per le spese sostenute il prossimo anno andrà invece inviata a febbraio 2023.
PAGAMENTO
Le spese agevolabili devono far riferimento, nel caso di soggetti diversi da quelli esercenti attività d’impresa in regime di contabilità ordinaria, quindi anche dai privati cittadini, a pagamenti effettuati con versamento bancario o postale o con altri sistemi di pagamento non in contanti. Dato che la misura è stata attivata il 17 giugno, esclusivamente per le spese sostenute dal 1° gennaio al 16 giugno 2021 sono accettate tutte le modalità di pagamento. In questo caso è possibile integrare la fattura o il documento commerciale attestante la spesa annotando sui documenti il codice fiscale del soggetto che richiede il bonus. Il bonus può essere utilizzato in compensazione con F24 per imprese, attività o enti del terzo settore.
CUMULABILITÀ E CRITERI DI EROGAZIONE
Il bonus acqua potabile è cumulabile. Dunque, se ad esempio un privato o un soggetto d’impresa installa un depuratore in due proprietà differenti, può ottenere il bonus per entrambe le spese. La cosa importante è che la spesa rientri nel limite di 1.000 euro per ciascun immobile per le persone fisiche e di 5.000 euro, invece per le attività di tipo commerciale, professionale, d’arte, imprenditoriale e gli enti del terzo settore o religiosi. Il bonus acqua pubblica può essere fruito dai soggetti che sostengono le spese su immobili posseduti o detenuti in base a un idoneo titolo. Questo vale sia per chi ha la proprietà di un bene, sia per chi è detentore, ad esempio, in caso di contratto di locazione, comodato d’uso o affitto d’azienda. In caso di comproprietà, il credito d’imposta.
